ECONOMIA CIRCOLARE: QUALE FUTURO PER L’EUROPA E L’ITALIA

18 Feb,2021 | News | 0 commenti

Da tempo si parla di una “economia circolare” quale vettore di sviluppo per un “nuovo mezzogiorno”. In questo ambito giocano un ruolo cruciale le città, che pian piano diventano dei veri e propri laboratori del cambiamento. Il punto di svolta che potrebbe tracciare le linee di una transizione epocale non solo per l’Europa ma anche per l’Italia, tra i primi paesi a convergere verso questa nuova economia, è riconoscere un modello di sviluppo sostenibile che sia forza motrice per la lotta al cambiamento climatico da una parte e punto di partenza per una società condivisa ed eticamente sostenibile dall’altra.
È necessario pianificare e mettere in atto un approccio sistemico che valorizzi l’interdipendenza tra pubblico – privato e terzo settore nei futuri investimenti: dall’edilizia alle energie rinnovabili, dal turismo alla cultura, dall’agroalimentare alla tecnologia.
Si sviluppa così una nuova idea di economia che prospetta un modello circolare in grado di valorizzare la promozione della cooperazione, in questa chiave di lettura giocano un ruolo fondamentale 3 asset:
L’estensione della vita del prodotto – (Product-life extension) Progettare e realizzare prodotti che siano in grado di durare nel tempo, massimizzando il ciclo di vita di un quest’ultimo a discapito della frequenza di vendita.
Il riciclo come risorsa – (Waste as a resource) Puntare su materie prime reciclate adeguando la progettazione del prodotto e selezionando i fornitori in modo da rendere circolare la propria supply-chain.
Il passaggio da un modello a quantità a un modello a valore – Un radicale cambiamento di prospettiva dove il prodotto offerto non è più un bene da vendere ma un servizio di cui poter usufruire.
In questa nuova ottica di sviluppo gioca un ruolo cruciale la gestione del prodotto e la capacità di comprendere che il valore aggiunto è rappresentato dalla costante interazione con il cliente che permette di avere alla casa produttrice una quantità feedback reali e aggiornati quali: indicatori di performance, dati su utilizzo, esigenze da soddisfare, e molto altro che, a loro volta, potrebbero essere utilizzati per la progettazione di nuovi prodotti e servizi.
Riciclo dei rifiuti, corretta gestione del ciclo idrico e produzione di energia rinnovabile, sono i tre pilastri fondamentali su cui si basa l’intera idea di Economia Circolare, è dunque naturale riconoscere alle Local Utilities il loro ruolo chiave nel nuovo scenario che si sta delineando. La sfida interessa tutte quelle aziende che dovranno trasformarsi da semplici “fornitori di servizi” a “Solution Partner” ovvero operatori di “reverse logistics” a servizio di tutte quelle filiere interessate, riuscendo a garantire un consolidato know-how e delle capabilities tecniche specifiche, divenendo così partner strategici nei programmi di sviluppo e cambiamento di tutte quelle città sempre più orientate a modelli “smart” ed ecosostenibili.
In questo nuovo scenario si delineano nuove figure tecniche, sempre più presenti nei contact center, capaci di fare da collagene tra il cittadino, le aziende e la Pubblica Amministrazione, rivisitando le vecchie logiche di mercato in una visione green ed ecosostenibile dove il dialogo e la cooperazione diventano le leve per il cambiamento.